La “Raricedda” è vita, anche da Petra!

Negli ultimi giorni, gli appassionati di piante alimurgiche sono tornati a cercare la raricedda, ovvero il ravanello selvatico (chiamato anche rafano o rafanistro in italiano), una pianta conosciuta e apprezzata sin dall’antichità. È una delle prime erbe spontanee che si possono raccogliere nel territorio ragusano dopo le prime piogge autunnali, tra novembre e dicembre, quando la terra torna soffice e lavorabile.

Il suo riconoscimento è piuttosto semplice, anche se la descrizione botanica di Wikipedia può apparire complessa:

“[…] Anche le foglie sono peloso-ispide. La forma delle foglie è pennato-lirata con 5 o più segmenti e sono picciolate. Il segmento terminale è lanceolato. Quelli laterali hanno dimensioni minori […]”.

In parole più semplici, le foglie della raricedda ricordano una piuma d’uccello, con margini frastagliati e segmenti che si riducono man mano che si avvicinano al picciolo. La pianta produce fiori bianchi composti da quattro petali disposti a croce e può raggiungere un’altezza compresa tra 20 e 80 centimetri.

Nel passato, le erbe mangerecce come la raricedda rappresentavano una risorsa vitale: erano considerate preziose perché garantivano sostentamento nei periodi più difficili. Non a caso si diceva:

“Prima ri Natali, né friddu né ffami, doppu Natali friddu e ffami”
(“Prima di Natale né freddo né fame, dopo Natale freddo e fame”).

Questo proverbio popolare ricordava come, dopo le festività natalizie, le scorte alimentari tendevano a esaurirsi, rendendo i mesi successivi particolarmente duri per chi viveva di poco.

Il poeta Vann’Antò (pseudonimo di Giovanni Antonio Di Giacomo), nato a Ragusa nel 1891 e morto a Messina nel 1960, ha descritto questa pianta nei suoi versi. Figlio di un minatore, visse in prima persona le difficoltà e la povertà che segnarono le due guerre mondiali. Nelle sue poesie, la raricedda diventa simbolo di sopravvivenza e di dignità: attraverso i suoi steli verdi, Vann’Antò racconta la miseria del popolo con uno sguardo colmo di umanità e verità.

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